I Comuni dove ci sono i Conventi dove padre Pio è stato
San Giovanni Rotondo
San Giovanni Rotondo fu fondata sulle rovine di una preesistente villaggio del IV a. C.. Di questo borgo restano dei segni visibili, come alcune tombe ed un battistero circolare che anticamente era destinato al culto di Giano.
Nel 1916 vi giunse il giovanissimo Padre Pio che qui, nel 1968, morì. Imponente è l'ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza", inaugurato il 5 maggio del 1956. Esso dispone di oltre mille posti letto e costituisce fra i più accreditati centri di riferimento sanitari del Centro Sud d'Italia.
Da vedere:
Nel centro storico si possono visitare:
Nel 1916 vi giunse il giovanissimo Padre Pio che qui, nel 1968, morì. Imponente è l'ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza", inaugurato il 5 maggio del 1956. Esso dispone di oltre mille posti letto e costituisce fra i più accreditati centri di riferimento sanitari del Centro Sud d'Italia.
Da vedere:
- 1. Santuario di S. Maria delle Grazie all'interno del quale si trova anche la cripta che ospita le spoglie di Padre Pio;
- 2. Convento dei Cappuccini che ospita la cella in cui visse e pregò Padre Pio
- 3. la chiesa di Sant'Onofrio Eremita che risale al 1270. Essa presenta una facciata in stile gotica con un rosone e da un portale con un arco lavorato a rilievo
Nel centro storico si possono visitare:
- 1. la chiesa di San Giuseppe Artigiano,
- 2. la chiesa di San Nicola, caratterizzata da un prezioso portale in rame raffigurante alcuni momenti della vita di San Nicola,
- 3. la chiesa di Santa Caterina, che sul portale d'ingresso presenta una preziosa statua di San Michele Arcangelo
- 4. la chiesa Matrice della Madonna di Loreto, che riproduce le dimensioni reali del sacro luogo natio del Signore a Betlemme
- 5. la chiesa di San Giovanni Battista (costruita tra il III e il IV Secolo a.C.
Serracapriola
Serracapriola è un comune della provincia di Foggia all’interno del territorio del Gargano. Si trova nel Parco Nazionale del Gargano ed è posto al confine con il Molise.
Serracapriola sorse attorno ad un imponente castello, di origine medievale, nel tempo ripetutamente danneggiato.
Dopo il periodo normanno, il paese venne dato in feudo a diverse famiglie potenti: dapprima agli Sforza, poi ai Guevara, ai D’Avalos ed infine ai Maresca.
Prima di pervenire a quest’ultima famiglia, però, Serracapriola venne attaccata e distrutta dai Turchi nel 1566.
Agricoltura e industria del legno sono al centro delle sue principali attività economiche.
Fa parte dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
Serracapriola sorse attorno ad un imponente castello, di origine medievale, nel tempo ripetutamente danneggiato.
Dopo il periodo normanno, il paese venne dato in feudo a diverse famiglie potenti: dapprima agli Sforza, poi ai Guevara, ai D’Avalos ed infine ai Maresca.
Prima di pervenire a quest’ultima famiglia, però, Serracapriola venne attaccata e distrutta dai Turchi nel 1566.
Agricoltura e industria del legno sono al centro delle sue principali attività economiche.
Fa parte dell'Associazione Nazionale Città dell'Olio.
San Marco in Lamis
La città si è sviluppata durante l’XI secolo intorno al Convento di S. Matteo, qui facevano tappa i pellegrini diretti al Santuario di S. Michele a Monte S. Angelo essendo distante un giorno di cammino a piedi.
Il Convento è molto probabilmente di edificazione longobarda risalente al VI secolo, ed intitolato inizialmente a S. Giovanni Battista. Intorno all’anno 1000 divenne un importante centro benedettino il cui dominio si estendeva per gran parte del Gargano e su alcune zone del Tavoliere.
Passò successivamente ai cistercensi per poi essere retto dai francescani che lo tengono tuttora.
All’interno delle possenti mura del convento si trova la chiesa, rifatta agli inizi del ‘900, ed al cui interno sono ancora visibili i resti degli affreschi medievali.
Da non perdere la biblioteca dedicata a padre Antonio Fania da Rignano Garganico, nella quale sono custoditi più di 60.000 volumi; inoltre, questa è anche un museo perché al suo interno vi sono numerose opere d'arte, come statue, quadri e simulacri.
Sempre all'interno del convento è possibile ammirare i resti di affreschi medievali sulle pareti, che raffigurano San Francesco in visita sul Gargano.
Il Convento è molto probabilmente di edificazione longobarda risalente al VI secolo, ed intitolato inizialmente a S. Giovanni Battista. Intorno all’anno 1000 divenne un importante centro benedettino il cui dominio si estendeva per gran parte del Gargano e su alcune zone del Tavoliere.
Passò successivamente ai cistercensi per poi essere retto dai francescani che lo tengono tuttora.
All’interno delle possenti mura del convento si trova la chiesa, rifatta agli inizi del ‘900, ed al cui interno sono ancora visibili i resti degli affreschi medievali.
Da non perdere la biblioteca dedicata a padre Antonio Fania da Rignano Garganico, nella quale sono custoditi più di 60.000 volumi; inoltre, questa è anche un museo perché al suo interno vi sono numerose opere d'arte, come statue, quadri e simulacri.
Sempre all'interno del convento è possibile ammirare i resti di affreschi medievali sulle pareti, che raffigurano San Francesco in visita sul Gargano.
San Marco La Catola
San Marco la Catola è un Comune in provincia di Foggia che deve il suo nome a San Marco Evangelista e al Torrente Catola.
Il paese si caratterizza per le sue strade, strette viuzze come i “c’nant”, vicoli in discesa composti da gradoni che permettono di passare comodamente da una strada all’altra.
Il cuore più antico del borgo si è sviluppato intorno a quello che viene impropriamente chiamato “castello”: si tratta in realtà di un palazzo ducale risalente al XIV secolo.
Da visitare:
Tra i dolci, invece, il “cauzun”, un dolce ripieno di pasta di ceci, e il “ranatill”, quest’ultimo invece ripieno di riso e ricotta.
Il paese si caratterizza per le sue strade, strette viuzze come i “c’nant”, vicoli in discesa composti da gradoni che permettono di passare comodamente da una strada all’altra.
Il cuore più antico del borgo si è sviluppato intorno a quello che viene impropriamente chiamato “castello”: si tratta in realtà di un palazzo ducale risalente al XIV secolo.
Da visitare:
- il Santuario Madonna di Giosafat e il Convento dei Frati Minori Cappuccini che vennero costruiti nel XV secolo dai frati cappuccini;
- la Chiesa Madre;
- il Palazzo Ducale, risalente al XIV secolo e che fino al 1821 fu di proprietà della famiglia Pignatelli.
- il Bosco di San Cristoforo,
- il Torrente Catola e
- il Lago di Occhito.
Tra i dolci, invece, il “cauzun”, un dolce ripieno di pasta di ceci, e il “ranatill”, quest’ultimo invece ripieno di riso e ricotta.
Sant'Elia a Pianisi
Sant’Elia a Pianisi è un piccolo comune in provincia di Campobasso.
La sua superficie è costituita da boschi, colli e monticelli dove vengono praticate diverse colture: grano, granone ed avena. È diffusa, inoltre, la coltura dell'olivo, per la cui promozione questo comune è entrato a far parte dell’“Associazione Nazionale Città dell'Olio”, che si propone tra i suoi obiettivi quello della valorizzazione e della promozione del prodotto “olio” e dei territori dove l’olivo è più vocato.
Tra i monumenti da vedere:
Sant'Elia a Pianisi costituisce anche una tappa del "Cammino del Perdono", un itinerario che unisce i luoghi in cui Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, è nato e ha svolto la sua opera spirituale, prima di essere nominato papa. Il percorso, collega la Città de L’Aquila in Abruzzo con Monte Sant’Angelo (214km).
Tra gli eventi più importanti:
La sua superficie è costituita da boschi, colli e monticelli dove vengono praticate diverse colture: grano, granone ed avena. È diffusa, inoltre, la coltura dell'olivo, per la cui promozione questo comune è entrato a far parte dell’“Associazione Nazionale Città dell'Olio”, che si propone tra i suoi obiettivi quello della valorizzazione e della promozione del prodotto “olio” e dei territori dove l’olivo è più vocato.
Tra i monumenti da vedere:
- abbazia di San Pietro, chiesa di Sant’Elia Profeta,
- chiesa di San Rocco,
- convento di San Francesco,
- croce stazionaria,
- Fontana della Pace,
- ruderi del Borgo di Pianisi,
- Torre Mancini,
- palazzo baronale.
Sant'Elia a Pianisi costituisce anche una tappa del "Cammino del Perdono", un itinerario che unisce i luoghi in cui Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, è nato e ha svolto la sua opera spirituale, prima di essere nominato papa. Il percorso, collega la Città de L’Aquila in Abruzzo con Monte Sant’Angelo (214km).
Tra gli eventi più importanti:
- la festa patronale di Sant’Elia Profeta,
- la fiera,
- la rievocazione della Passione di Cristo.
Gesualdo
Il Comune di Gesualdo sorge nell'area della Valle del Calore. È un paese di 3.446 abitanti, situato a 676 metri sul livello del mare e a 35 km da Avellino. L'etimologia del nome è legata alla prestigiosa famiglia dei Gesualdo.
Alcuni rinvenimenti effettuati nell'attuale territorio di Gesualdo farebbero risalire i primi insediamenti a un periodo antecedente la nascita di Cristo. L'attuale centro urbano, tuttavia, iniziò a sorgere in epoca longobarda, con la costruzione delle prime abitazioni, raccolte intorno al Castello.
La storia del paese irpino è strettamente legata a quella dell'omonima famiglia: in particolare, per volontà del principe Carlo Gesualdo, il Castello fu trasformato da fortezza a "cenacolo musicale", in cui furono ospiti moltissimi poeti e letterati. In quegli anni, tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600, Gesualdo fece edificare tre chiese, il convento dei Domenicani e quello per i Cappuccini (dove è custodita la pala del Perdono di Gesualdo, attribuita a Giovanni Balducci).
Alla morte del principe successe, a partire dal 1622, Niccolo I Ludovisi, il quale sposò Isabella Gesualdo e contribuì a continuare la stagione di grande splendore architettonico e culturale vissuta dal paese irpino in quell'epoca.
Da visitare:
Fontana dei Putti, Fontana d'Alabastro, Fontana del Canale, Antico Lavatoio
Da segnalare tra gli eventi la sacra rappresentazione della Passione di Cristo. Il Venerdì Santo, verso sera, uno spettacolo affascinante ed emozionante, accompagna la rappresentazione degli ultimi momenti della vita di Gesù, nell'originale scenario del Castello di Gesualdo
Alcuni rinvenimenti effettuati nell'attuale territorio di Gesualdo farebbero risalire i primi insediamenti a un periodo antecedente la nascita di Cristo. L'attuale centro urbano, tuttavia, iniziò a sorgere in epoca longobarda, con la costruzione delle prime abitazioni, raccolte intorno al Castello.
La storia del paese irpino è strettamente legata a quella dell'omonima famiglia: in particolare, per volontà del principe Carlo Gesualdo, il Castello fu trasformato da fortezza a "cenacolo musicale", in cui furono ospiti moltissimi poeti e letterati. In quegli anni, tra la fine del ‘500 e gli inizi del ‘600, Gesualdo fece edificare tre chiese, il convento dei Domenicani e quello per i Cappuccini (dove è custodita la pala del Perdono di Gesualdo, attribuita a Giovanni Balducci).
Alla morte del principe successe, a partire dal 1622, Niccolo I Ludovisi, il quale sposò Isabella Gesualdo e contribuì a continuare la stagione di grande splendore architettonico e culturale vissuta dal paese irpino in quell'epoca.
Da visitare:
- Castello di Gesualdo - Sede di comando dei grandi possedimenti feudali della potente famiglia Gesualdo e dimora del principe Carlo Gesualdo (1566-1613), uno dei padri della musica polifonica moderna
- Palazzi Pisapia e Mattioli - Edifici storici incastonati come gioielli nel borgo anticoChiesa di San Nicola
- Chiesa intitolata al Vescovo di Mira, eretta probabilmente intorno al XII secoloChiesa del Santissimo Rosario - Posta sostanzialmente sullo stesso piano del maestoso Castello, fu edificata nel XVI secolo
- Chiesa e Convento di Santa Maria delle Grazie - Complesso conventuale eretto per volontà del Principe Carlo Gesualdo nel 1592
- Chiesa di Santa Maria degli Afflitti - Fatta erigere dal principe Carlo Gesualdo, risale alla metà del XVII secolo
- Centro Storico di Gesualdo - Nucleo abitativo medievale che ruota intorno al Castello e ai caratteristici vicoli in pietraCappellone - Imponente opera realizzata nel XVII secolo, detta "Cupolone" dagli abitanti del paese
Fontana dei Putti, Fontana d'Alabastro, Fontana del Canale, Antico Lavatoio
Da segnalare tra gli eventi la sacra rappresentazione della Passione di Cristo. Il Venerdì Santo, verso sera, uno spettacolo affascinante ed emozionante, accompagna la rappresentazione degli ultimi momenti della vita di Gesù, nell'originale scenario del Castello di Gesualdo